Quattro(cento) passi in Puglia #3: Santeramo in Colle

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Santeramo in Colle, detta più semplicemente Santeramo o Sandéreme in dialetto locale, sorge sull’altopiano delle Murge, al confine tra Puglia e Basilicata. Proprio la sua collocazione geografica, insieme alla sua altitudine di più di 500 metri sul livello del mare, (è il comune più alto della città metropolitana di Bari), ne fanno anche una delle città più fredde della zona. Ecco infatti qualche foto di questi giorni appena passati, durante quella che sarà certamente ricordata in tutta la Puglia come una nevicata epica:

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Santeramo innevata 1

 

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Santeramo innevata 2

 

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Santeramo innevata 3

 

Secondo la tradizione, la città trae il suo nome da Sant’Erasmo, vescovo di Antiochia, che durante le persecuzioni contro i cristiani, avrebbe trovato rifugio tra i boschi della zona rimanendoci per alcuni anni. Gli abitanti avrebbero così costruito una piccola Cappella in suo onore, e intorno ad essa si sarebbe sviluppato un villaggio che fu chiamato “Casale di Sant’Erasmo”, e poi Santeramo.

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Il “Chiancone di sant’Erasmo”, dove si narra che il santo, mentre si recava a Roma lungo la via Appia, si sia fermato per riposare.

Ancora più indietro nel tempo ci rimandano però i resti della famosa via Appia, di epoca romana, che, prima di terminare il suo percorso da Roma a Brindisi, attraversava le colline passando vicino all’attuale Santeramo, in un territorio che era, secondo tradizione, interamente coperto da fittissimi boschi di querce.

Sono proprio il bosco, insieme alle colline delle Murge e alle Matine, una pianura un tempo paludosa e oggi molto fertile, a caratterizzare il territorio santermano.
Una particolarità da non perdere delle campagne attorno al centro abitato sono le cosiddette “Quite” (traduzione dialettale del termine quote). Il paesaggio delle Quite è formato da muretti a secco che dividono il paesaggio in appezzamenti regolari (che rappresentano l’antico frazionamento agrario dell’area), tutti di forma rettangolare e dimensioni simili, che stridono un po’ con con le caratteristiche morfologiche di questa zona, ondulata e caratterizzata dalla presenza di lame più o meno profonde che interrompono il disegno regolare di strade e muretti.

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All’interno della città, soprattutto nel centro storico, si possono ammirare numerosi palazzi storici – tra cui spicca il Palazzo Marchesale – edificati tra il Seicento e il Settecento dalle famiglie più abbienti dell’epoca, oltre alla Chiesa Matrice e alla Chiesa del Santissimo Crocifisso, con annesso un antico monastero benedettino.

La Chiesa Matrice, dedicata a sant'Erasmo

La Chiesa Matrice, dedicata a sant’Erasmo

 

Alcuni palazzi storici, in senso orario, da sinistra in alto: Palazzo Marchesale, Palazzo Disanto, Palazzo Colonna,  Palazzo De Luca

Alcuni palazzi storici, in senso orario, da sinistra in alto: Palazzo Marchesale, Palazzo Disanto, Palazzo Colonna, Palazzo De Luca

Tenute D’Onghia consiglia:
Santeramo è conosciuta nel circondario come “la città della carne arrosto“. Dopo essersi avventurati tra i percorsi impervi delle Murge e aver ammirato i palazzi storici, per chi gradisce qualcosa di tipico e “casereccio”, consigliamo una sosta presso una delle numerose macellerie/bracerie della città, dove si potranno gustare specialità di carne per tutti i gusti.

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